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ROGER RANKO

Artista indifferenziato

Vivo e lavoro al MaGe, un ex magazzino industriale di Sesto San Giovanni.
In questo spazio di ferro e memoria, raccolgo ciò che resta del tempo — scarti, lamiere, fustelle — e li trasformo in sculture che raccontano il luogo da cui provengono.
Non cerco commissioni: il mio lavoro nasce da un dialogo diretto con la materia e con ciò che il mondo abbandona.
Ogni pezzo è un gesto di resistenza e di libertà.

 

I live and work at MaGe, a former industrial warehouse in Sesto San Giovanni.
In this space of iron and memory, I collect what time leaves behind — scraps, sheets, dies — and transform them into sculptures that tell the story of their origin.
I don’t seek commissions: my work grows from a direct dialogue with matter and with what the world discards.
Each piece is an act of resistance and freedom.

Le "MaGie" di Rosa Rivetto sono un omaggio alle eroine che hanno sconfitto il fascismo nel 1943 a Sesto San Giovanni (MI), Furono figure coraggiose di cui la memoria rischia di sbiadire con il tempo.

Quest'opera trae ispirazione dall'icona americana Rosie the Riveter simbolo delle donne statunitensi impiegate nell'industria bellica durante la Seconda Guerra Mondiale, mentre gli uomini erano impegnati sul fronte europeo del 1945. Roger Ranko, con la sua interpretazione artistica, rievoca quei momenti cruciali della storia, mettendo in luce il ruolo spesso dimenticato e fondamentale delle donne in periodi di conflitto.

Le "MaGie" di Rosa Rivetto fungono da ponte tra passato e presente, ricordando il contributo significativo delle donne nella lotta contro l'oppressione. Attraverso la sua arte, Ranko cattura non solo l'estetica dell'epoca, ma anche lo spirito indomito di coloro che hanno sfidato le avversità per plasmare un futuro migliore. Un tributo vibrante alle eroine dimenticate che meritano di essere celebrate e onorate nella memoria collettiva.

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Cenni storici

Il 23 marzo 1943, un coraggioso gruppo di operaie impiegate presso lo stabilimento siderurgico della Falck a Sesto San Giovanni, Milano, oggi noto come MaGe, scrisse una pagina eroica nella lotta contro la fame, la guerra e il fascismo. In un atto di coraggio queste donne indissero uno sciopero che avrebbe scosso le fondamenta dell'alleanza tra Mussolini e Hitler.

Lo stabilimento, specializzato nella produzione di bulloni a caldo, diventò il palcoscenico di una ribellione contro le ingiustizie del regime fascista. Lo sciopero del 1943 avrebbe avuto un impatto profondo. L'Italia, grazie a gesti di sfida come questi, avrebbe poi perso la guerra.

Historical Overview

On March 23, 1943, a brave group of female workers employed at the Falck steel plant in Sesto San Giovanni, Milan, now known as MaGe, wrote an heroic chapter in the fight against hunger, war, and fascism. In a courageous act, these women called for a strike that would shake the foundations of the alliance between Mussolini and Hitler.

The plant, specialized in the production of hot bolts, became the stage for a rebellion against the injustices of the fascist regime. The strike of 1943 would have a profound impact. Italy, thanks to defiant acts like these, would later lose the war.

" le MaGie di Rosa Rivetto" is a tribute to the heroines who defeated fascism in 1943 in Sesto San Giovanni (MI), courageous figures whose memory risks fading over time.

This work draws inspiration from the American icon Rosie the Riveter, a symbol of U.S. women employed in the war industry during World War II while men were engaged on the European front in 1945. With his artistic interpretation, Roger Ranko evokes those crucial moments in history, highlighting the often forgotten and essential role of women in times of conflict.

Rosa Rivetto's "MaGie" serves as a bridge between past and present, recalling the significant contribution of women in the fight against oppression. Through his art, Ranko captures not only the aesthetics of the era but also the indomitable spirit of those who challenged adversities to shape a better future. A vibrant tribute to forgotten heroines deserving of celebration and honor in collective memory.

P'Odio

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L'uomo è in competizione con la natura, con i suoi simili e quindi con sé stesso perché condizionato da valori che ostacolano la sua vera natura.

Man is in competition with nature, with his fellow humans, and thus with himself because he is conditioned by values that hinder his true nature.

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Opera è realizzata con tondini di ferro provenienti da rete elettro-saldata, piattini da caffè, estrattori componenti auto.

Il tavolo è realizzato con lastra di ferro recuperata per strada, tubo rettangolare recuperato da allestimento scenografico.

The artwork is crafted from iron rods sourced from welded mesh, coffee saucers, and car component extractors.

The table is made from a reclaimed iron sheet found on the street and a rectangular tube recovered from a stage setup.

Inferno Pop

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Una ventina di estintori destinati al macero fanno da miccia per dare vita all’Inferno Pop di Roger Ranko, da detonatore sono serviti una miscela di stati d’animo facili da incontrare ogni giorno dentro molti di noi, come: Rivolta, menzogna, falsità, collera, discordia, ferocia, malvagità, violenza, viltà, voluttuosità, anarchia. Ne nascono, il ritratto di Satana più 6 ritratti delle categorie di demoni, come da Cabala:

Sculture realizzate con estintori tagliati con flessibile e saldati ad elettrodo

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About twenty fire extinguishers destined for the scrap heap serve as the fuse to bring Roger Ranko's Pop Hell to life. A mixture of easily encountered emotions within many of us served as the detonator, such as: Rebellion, lies, falsehood, anger, discord, ferocity, malevolence, violence, cowardice, voluptuousness, anarchy. From this arise the portrait of Satan and six portraits of demon categories, as per the Kabbalah:

Sculptures crafted from fire extinguishers, cut with a grinder and electrode-welded.

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War Games

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Serie: War Games

anno/year: 2020

Tecnica: tubo rettangolare di recupero saldato 

Dimensions: cm 17 x h6 x 5

Descrizione: per educare un figlio ad un mondo migliore, si comincia da come gli insegniamo a giocare.

To educate a child for a better world, it begins with how we teach them to play

L’opera si articola in dodici monoliti a forma di carro armato. Undici sono caratterizzati da colori accesi, riconducibili alla bandiera della pace; il dodicesimo, nero, rappresenta l’uno per cento della popolazione mondiale che determina le dinamiche del mercato e orienta le scelte di consumo collettive.

Pur nella sproporzione numerica, un unico carro armato privo di colore simbolico esercita un’influenza determinante sugli altri undici. L’opera mette in tensione la razionalità e l’immaginazione dell’essere umano con il bisogno di delega, interrogando i meccanismi attraverso cui una maggioranza consenziente affida le proprie sorti a una minoranza dominante.

In questa dinamica emerge una lettura antropologica del comportamento umano, in cui l’appartenenza e l’identificazione prevalgono sull’autodeterminazione, riflettendo modelli di potere che attraversano tanto le società contemporanee quanto i sistemi naturali.

La scelta del colore si configura così come metafora dell’adesione a un sistema di valori economici, politici o culturali, spesso interiorizzati come elementi identitari. L’opera problematizza l’idea di libertà individuale all’interno di strutture che si presentano come pluralistiche ma agiscono secondo logiche di controllo e omologazione.

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Twelve monoliths shaped like tanks are presented in bright colors, referring to the flag of peace, alongside a black one that symbolizes the one percent of the world’s population—the one percent that dictates market rules and determines how and what society is meant to consume.

Despite its color, the black monolith remains a single tank opposed to eleven.

Why do eleven tanks allow their fate to be decided by a single tank devoid of “color”?

Although endowed with reason and imagination, human beings seem to require guidance in the choices they make throughout life, much like the antelope grazing within the hunting territory of the lion.

What remains is the act of choosing a preferred color and living according to the doctrine that most closely reflects one’s personality, in the same way we choose the color of the team we support.

Razza

Razza indaga la manipolabilità inconscia dell’essere umano e la plasticità del cervello, messe in tensione con l’accelerazione dei processi informativi e tecnologici. Il rapido apprendimento, evidente fin dall’infanzia, evidenzia uno scarto tra la lentezza biologica dell’evoluzione e la velocità con cui l’informazione plasma comportamenti e pensiero collettivo. Realizzata con fustelle provenienti da scenografie di una nota trasmissione televisiva d’informazione, l’opera propone una riflessione critica sulle modalità di somministrazione dei contenuti mediatici e sui loro effetti sulle relazioni sociali, interrogando il rischio di una deriva evolutiva catastrofica.

Razza investigates the unconscious manipulability of human beings and the plasticity of the brain, placed in tension with the acceleration of informational and technological processes. Rapid learning, evident from early childhood, reveals a discrepancy between biological evolutionary slowness and the speed at which information shapes behavior and collective thought. Constructed using metal dies sourced from the scenography of a well-known television news program, the work offers a critical reflection on the mechanisms of media dissemination and their impact on social relations, questioning the risk of a catastrophic evolutionary drift.

Confini Umani

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Titolo: Confini Umani.                  Title: Human Borders

Anno: 2019.                                    Year: 2019

Dimensioni: P x A x H cm.: 52 x 70 x 85

Dimensions: L x W x H cm.: 52 x 70 x 85 

Tecnica e materiali: ringhiera di recupero, ripulita dalla vecchia vernice con spazzola metallica, tagliata con flessibile, piegata a mano, saldata ad elettrodo, più vecchie viti che venivano utilizzate per ancorare i binari del treno a vecchie traversine in legno, pulite con spazzola metallica e saldate ad elettrodo, più asse da ponte recuperata da fallimento di un cantiere edile, ripulita con spazzola metallica, più resina colorata recuperata da set fotografico. 

Descrizione: "Confini Umani" nasce dall'opera fotografica "Diapo 1999 per Confini Umani", esplorando la tendenza dell'uomo a barricarsi dietro sbarre in difesa della proprietà privata. Questa concezione si trasforma in un'opera scultorea: le sbarre di una prigionia volontaria diventano una sedia in un luogo di confronto e discussioni sensate sulla società attuale. L'obiettivo è promuovere progetti che contribuiscano al raggiungimento dei 17 obiettivi dell'ONU entro il 2030.

Realizzata per l'incontro di Cittadellarte - Fondazione Pistoletto al MACRO Asilo Museo d'Arte Contemporanea di Roma nel 2019, l'opera rappresenta una stimolante riflessione sulle dinamiche sociali e prospettive di cambiamento. 

Technique and Materials: Reclaimed railing, cleaned from old paint with a wire brush, cut with a grinder, hand-bent, electrode-welded; old screws used to anchor train tracks to old wooden sleepers, cleaned with a wire brush and electrode-welded; bridge beam recovered from a failed construction site, cleaned with a wire brush; colored resin reclaimed from a photo set.

Description: "Human Borders" originates from the photographic work "Diapo 1999 for Human Borders," exploring humanity's tendency to barricade itself behind bars in defense of private property. This concept transforms into a sculptural piece: the bars of voluntary imprisonment become a chair, a space for meaningful discussions about society. The goal is to promote projects contributing to achieving the 17 UN goals by 2030. Created for the Cittadellarte - Fondazione Pistoletto meeting at the MACRO Asilo Museum of Contemporary Art in Rome in 2019, the artwork stimulates reflection on social dynamics and perspectives for change.

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CHE RAZZA DI RAZZO

Il progetto voluto da Giorgio De Finis e da Metropoliz che per difendere il diritto alla casa dei cittadini del mondo ha trasformato l'ex stabilimento della Fiorucci di Via Prenestina a Roma in un Museo d'Arte Contemporanea.. il MAAM Museo dell'Altro e dell'Altrove Metropoliz. 

Tra le primissime opere realizzate c'era un razzo di oltre 5 mt d'altezza, questo razzo è servito ai partecipanti al progetto a partire per la Luna, una volta giunti sul satellite terreste, gli sfollati hanno capito che per motivi biologici, non sarebbero riusciti a sopravvivere, di conseguenza col medesimo razzo hanno fatto ritorno sulla Terra, in via Prenestina a Roma. Il razzo è rimasto per anni esposto nel piazzale dell'ex stabilimento, fino a quando una bufera lo ha distrutto. Per questo motivo ho deciso di realizzare un nuovo missile, più piccolo più compatto ma dal forte risvolto artistico, un missile realizzato con materiali da altri scartati a simboleggiare la necessità di rivedere gli accordi economici produttivi dei paesi del mondo, riformulare il pensiero di ospitalità dell'uomo, abbattendo il muro della paura del diverso. 

The project, conceived by Giorgio De Finis and Metropoliz, transformed the former Fiorucci factory on Via Prenestina in Rome into the MAAM Museum of Contemporary Art to defend the global citizens' right to housing. Among the first artworks was a rocket over 5 meters tall, initially intended for participants to journey to the moon. However, upon reaching the lunar surface, they realized, for biological reasons, survival was not feasible. Consequently, using the same rocket, they returned to Earth on Via Prenestina in Rome. The rocket stood in the former factory's courtyard for years until a storm destroyed it. Hence, I decided to create a new, smaller, more compact missile with a strong artistic impact, using discarded materials to symbolize the need to reconsider the world's economic production agreements, reshape human hospitality, and break down the wall of fear of the different.

Grasso che Cola

Ringraziamenti: l’opera nasce grazie all’invito da parte di Giorgio De Finis, Gianfranco D’Alonzo e Carlo Gori a realizzare una istallazione all’interno del MAAM, Museo dell’Altro e dell’Altrove di Metropoliz, sito all’interno dell’ex prosciuttificio Fiorucci in Via Prenestina a Roma.

Acknowledgments: The artwork comes to life thanks to the invitation from Giorgio De Finis, Gianfranco D'Alonzo, and Carlo Gori to create an installation within the MAAM, Museum of the Other and the Elsewhere of Metropoliz. The museum is located inside the former Fiorucci ham factory on Via Prenestina in Rome.

Titolo: Grasso che Cola

 

Anno: 2019

Tencina: tondino di ferro piegato a mano e saldato ad elettrodo

Dimensioni cm.: b80 x 30 x h80

Siamo liberi di mangiare tutto ciò che ci offre il mercato, ma siamo liberi di produrre tutto ciò che mangiamo?

 

In tutto il mondo occidentale per poter immettere sul mercato la maggior parte di cibo al miglior prezzo, è necessario industrializzarne la produzione, pertanto il cibo che mangiamo diventa un problema sia a livello ambientale che a livello di salute.

Are we free to eat everything the market provides, but are we free to produce all that we eat?

Throughout the Western world, in order to introduce most food products to the market at the best price, industrializing production is necessary. Therefore, the food we consume becomes a concern both environmentally and health-wise.

La tradizione del maiale

50 anni fa, quando la dieta del contadino era al 90% vegetariana, ogni famiglia poteva allevare 1-2 porci da consumarsi annualmente. Macellare una bestia era considerato un evento speciale, una festa che vedeva coinvolte grandi e piccole comunità riunendo parenti e vicini, ciò si asseriva in un contesto festoso e armonico che rafforzava il valore di aggregazione culturale, rituali ormai in disuso a causa dei cambi di vita delle popolazioni, come l’abbandono della vita rurale per la vita in città. 

The tradition of the pig

Fifty years ago, when a farmer's diet was 90% vegetarian, each family could raise 1-2 pigs annually for consumption. Slaughtering an animal was considered a special event, a celebration that involved large and small communities, bringing together relatives and neighbors. This occurred in a festive and harmonious context, strengthening the value of cultural aggregation—rituals now abandoned due to changing lifestyles, such as the shift from rural to urban living.

Solo Homo

"Solo Homo" è una serie di statue che esplorano il passaggio trascendentale della specie umana, rappresentando l'uomo del futuro e del passato. Attraverso le figure umane, l'artista riflette sull'aspetto biologico condiviso da tutte le forme di vita sulla Terra: vegetali, mammiferi ed ovipari.

L'opera esplora la necessità di garantire la continuità della specie attraverso l'aggressività, il corteggiamento e la sessualità. Questi comportamenti, presenti in tutte le forme di vita, sono interpretati attraverso una prospettiva artistica unica.

L'artista sottolinea l'unicità dell'essere umano, dotato di coscienza e di una rapidità evolutiva esponenziale. Tuttavia, solleva una critica riguardo al fatto che questa straordinaria capacità ha portato a uno squilibrio che minaccia la nostra stessa esistenza. La serie invita a riflettere sulla mancanza di consapevolezza riguardo agli equilibri naturali e alla necessità di un approccio più sostenibile.

Attraverso la sua rappresentazione artistica, "Solo Homo" pone domande fondamentali sulla nostra esistenza, suggerendo la necessità di un'azione coraggiosa che riavvicini l'umanità a un calcolo più consapevole, basato sugli elementi naturali e in sintonia con il DNA di ogni essere vivente. La serie è un invito a considerare quale disegno ci governa e a intraprendere azioni che preservino gli equilibri vitali della Terra.

tecnica: isolante traliccio alta tensione + tondino ferro + barre ferro + piattino caffè

Dimensioni: h 256 cm

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"Solo Homo" is a series of statues exploring the transcendent passage of the human species, depicting both the future and past man. Through human figures, the artist reflects on the shared biological aspect among all life forms on Earth: plants, mammals, and oviparous creatures.

The artwork delves into the necessity of ensuring species continuity through aggression, courtship, and sexuality. Present in all life forms, these behaviors are interpreted through a unique artistic perspective.

The artist emphasizes human uniqueness, endowed with consciousness and exponential evolutionary speed. However, a critique is raised regarding how this extraordinary capability has led to an imbalance threatening our existence. The series prompts reflection on the lack of awareness regarding natural balances and the need for a more sustainable approach.

Through its artistic representation, "Solo Homo" raises fundamental questions about our existence, suggesting the need for courageous action that reconnects humanity to a more consciously calculated approach, based on natural elements and in harmony with the DNA of every living being. The series invites contemplation of the governing design and the necessity of actions preserving Earth's vital balances.

LEI

Titolo: L'Essere Ideale

Tecnica: Scultura di molle recuperate da un materasso dei primi del ‘900, utilizzato dalle contadine del Sud Italia che migravano a Milano per lavorare nelle cascine agricole. Materasso che ha assistito ad alcuni parti.

Descrizione: Scultura di grandi dimensioni che racconta la femmina bella e generosa, capace di accogliere la vita e donarla al mondo.

Dimensioni: cm. h254 x 65 x 30

Anno: 2016

Title: The Ideal Being

Technique: Sculpture crafted from springs reclaimed from a mattress dating back to the early 1900s. This mattress served Southern Italian migrant farmworkers who moved to Milan. It witnessed childbirths.

Description: A large-scale sculpture depicting the beautiful and generous female, capable of embracing life and bestowing it upon the world.

Dimensions: cm. h254 x 65 x 30

Year: 2016

èSesto

Titolo: èSesto

Tecnica: Scultura in ferro recuperato dalla ex industria siderurgica sestese.

Descrizione: èSesto racconta la storia di Sesto San Giovanni, una città nata alla fine del XIX secolo grazie alla Falck, un'azienda siderurgica italiana. Dopo la chiusura nel 1990, l'azienda è stata trasformata in un'industria per l'energia.

Ispirato all'Efesto presente sulla vecchia moneta da 50 lire italiane, l'artista denuncia la speculazione edilizia che ha trasformato la città dopo il 1990. Invece di destinare le ex aree industriali a progetti culturali, molte sono diventate aree commerciali.

E'Sesto, un "dio moderno" rappresentato attraverso l'arte, emerge come salvatore per gli abitanti di Sesto, offrendo una risposta alla mancanza di sostegno culturale da parte delle istituzioni e contrastando la depressione derivante dalla perdita di identità della città.

Dimensioni: cm h 254 x 130 x 90

Anno: 2018

Title: It'Sesto

Technique: Sculpture in iron reclaimed from the former steel industry in Sesto.

Description: "èSesto" narrates the history of Sesto San Giovanni, born in the late 19th century with Falck, an Italian steel company. Post its closure in 1990, it transformed into an energy industry. Inspired by Hephaestus on the old 50 Italian lire coin, the artist denounces post-1990 urban speculation. Instead of cultural projects, former industrial areas became commercial spaces. "èSesto," a "modern deity" in art, emerges as a savior, responding to the lack of cultural support, countering the city's identity loss and ensuing depression.

Dimensions: cm h 254 x 130 x 90

Year: 2018

La Guerra di Pietro

Titolo: La Guerra di Pietro

Tecnica: Scultura realizzata dal recupero di componenti di carburazione di auto in disuso.

Descrizione: Opera della serie “Razza”in cui si realizza un viaggio nella coscienza umana rapportata alla nostra parte biologica, un’analisi sulla nascita delle emozioni e dell’attivazione delle attitudini umane. “La guerra di Pietro” rappresenta un esempio di come le interpretazioni dei testi sacri siano parziali nei confronti del potere in carica. Un’immagine della religione come organizzazione mondiale economica e bellica.

Dim. cm 31 x h18 x 13

Anno/Year 2018

Title: Pietro's War 

Technique: Sculpture crafted from reclaimed components of disused car carburetors.

Description: From the "Race" series, it explores human consciousness in relation to our biological essence—an analysis of the birth of emotions and the activation of human tendencies. "Pietro's War" serves as an example of how interpretations of sacred texts are biased toward those in power. It portrays religion as a global economic and warlike organization.

Dimensions: 31 cm x h18 cm x 13 cm

Year: 2018

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Due Mani per Pregare

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