Titolo: RAZZA

Tecnica: Fustelle recuperate dalle scenografie di trasmissioni televisive

Anno: 2019

Dimensioni cm: b 52 x 32 h 29 ø 22

Descrizione: Razza vuole essere in rapporto tra la coscienza e la rapidità evolutiva dell’uomo  raccontata in un ritratto che ho deciso di creare senza la calotta cranica.

 

Dal momento della nascita fino a tutto il primo anno di vita, la razza umana è sprovvista della fontanella cranica, pertanto si pensa che in questo primo anno, l’uomo sia fortemente esposto a tutte le informazioni che lo circondano. A differenza dell’uomo, gli animali che popolano il nostro pianeta, alla nascita hanno la fontanella cranica perfettamente formata, si pensa che dal ventre materno abbiano ricevuto tutte le informazioni necessarie per poter vivere in sintonia con la natura, tant’è vero che appena nati già possono sorreggersi sulle zampe ed in alcuni casi, sono pronti a seguire il branco in lunghe migrazioni.

Razza racconta come a livello inconscio l’uomo sia fortemente manipolabile.

 

Nel nostro primo anno di vita il nostro subconscio assorbirà tutte le informazioni che ci circondano, definendo il nostro carattere. Tant’è vero che oggi un bambino di due anni già ha dimestichezza con la tecnologia che usiamo nel quotidiano, di conseguenza si capisce come, di generazione in generazione, la nostra capacità di apprendimento è favoreggiata fin dal primo anno di vita. Da qui si capisce come mai la razza umana si sia evoluta in maniera esponenziale in confronto con qualsiasi altra specie animale.

Nel nostro quotidiano siamo bombardati da informazioni e in modo sempre più invasivo, anche in questo caso si può pensare che più abbiamo accesso alle informazioni più rapidamente ci evolviamo. Pertanto, l’opera è stata volutamente creata con delle fustelle utilizzate per le scenografie di una famosissima trasmissione televisiva d’informazione mandata in onda in prima serata, la trasmissione offre un servizio pubblico d’informazione accompagnato da balletti di belle ragazze seminude, barzellette, satira politica, il tutto interrotto da spot pubblicitari. Un perfetto sovradosaggio di “demenzialità resetta pensieri”, propinata all’ora di cena di modo da contrapporsi all’unione famigliare. In questo modo si va ad omologare il pensiero della collettività, direzionando le necessità degli individui ad un sistema economico globalizzato.

 

Un ingranaggio al posto della ghiandola pineale presente nell’opera, suggerisce l’importanza per l’individuo di una presa di coscienza di se.

 

Alla base del nostro cervello vi è la ghiandola pineale, ghiandola fondamentale per il benessere dell’individuo e che serve a regolare i flussi di melatonina nelle ore notturne. Le sembianze di questa ghiandola appaiono come un occhio di Horus, raffigurato dagli antichi egizi nei loro geroglifici, per alcune religioni questa immagine rappresenta anche il terzo occhio e di conseguenza la capacità di portare armonia tra il corpo e l’anima attraverso le pratiche dello yoga e della meditazione, in questo modo si evita la calcificazione della ghiandola pineale, dando grandi benefici al corpo e alle sue funzioni durante l’invecchiamento delle cellule.

La pratica della meditazione è riconosciuta anche come metodo per risvegliare il nostro inconscio, attraverso questa pratica infatti, si entrerebbe in sintonia con il proprio organismo, creando delle vibrazioni che partono proprio dalla ghiandola pineale, capaci di elevarci ad un livello di veglia inconscia, la pratica frequente di questa attività è sorprendente nella sua efficacia ed agisce tantissimo sulla capacità di restare sereni e di conseguenza ponderare al meglio le nostre decisioni.